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3. Dal ‘600 all’800.

settembre 14, 2008

A metà del ‘600 iniziò la pubblicità sulla stampa:

  • a Parigi, nella “Gazette” appare un primo annuncio pubblicitario;
  • a Londra, il “Public Adviser” presenta un’inserzione per il lancio di un nuovo prodotto.

In Italia le prime Gazzette appaiono fra il 1630 e il 1650, ma si tratta di bollettini di governo; solo nell’800 questi fogli saranno distribuiti quotidianamente, seppure a livello regionale o addirittura locale.

Nel 1845, in Francia, viene fondata la “Société Général des Annonces” che gestisce in esclusiva gli spazi pubblicitari di tre grandi giornali. In italia, nel 1863, nasce la Manzoni, a cui fanno seguito altre società: organizzazioni che raccolgono le inserzioni per più giornali contemporaneamente, garantendo a ciascuno un flusso certo di denaro; da ciò avvenne lo sviluppo della stampa quotidiana e periodica da fine ‘800 ad oggi.

Alla fine dell’800 nascono in Usa le prime agenzie che offrono un servizio completo ai propri clienti: si assumono scrittori e artisti per allestire messaggi pubblicitari. Nacque così la moderna agenzia di pubblicità. Poiché l’annuncio sulla stampa – a causa dei costi e delle dimensioni – non permetteva una descrizione dettagliata delle caratteristiche dei prodotti, si pensò di inviare, a certi indirizzi selezionati, del materiale illustrativo su di una proposta commerciale: questa tecnica è quella che oggi viene chiamata come direct marketing. Nascono così le prime agenzie “fornitrici di indirizzi”: questi venivano raggruppati e suddivisi per categorie.

L’uomo sandwich era un altro curioso modo di fare pubblicità dell’800: una persona passeggiava per la città “vestito” da due grandi cartelli, collegati da due bretelle, che riportavano il messaggio pubblicitario.

Nell’800, il manifesto è il mezzo primario di comunicazione di massa per presentare esposizioni, spettacoli, iniziative ma anche per proporre merci sfornate dalla rivoluzione industriale.

2. Dai geroglifici all’editoria.

settembre 11, 2008

Il più antico messaggio pubblicitario risale all’epoca delle piramidi, degli dei e dei geroglifici.. circa tremila anni fa, nell’antico Egitto, è stato “scritto” un papiro che recitava:

“..il negozio del tessitore Hapù, dove si tessono le più belle tele di tutta Tebe, secondo il gusto di ciascuno.”
Papiro xvi, Londra, British Museum, 1000 a.C. circa.

Le insegne dei negozi, successivamente, riportavano delle immagini/illustrazioni per comunicare alla popolazione, analfabeta, cosa si vendeva all’interno.
Un altro modo per comunicare/pubblicizzare era rappresentato dal lavoro del banditore: una persona che, per mestiere (incaricato dalle autorità e anche da enti privati), girava per la città e le contrade gridando dei messaggi, munito di una tromba e un tamburo per richiamare l’attenzione.

Anticamente mancavano i mezzi per diffondere la cultura: i libri si facevano a mano, scrivendoli parola per parola, e la produzione era estremamente limitata.

Esisteva la tecnica della xilografia, scrittura su legno che veniva eseguita mediante un bulino (sottile scalpello di legno, che andava ad incidere parole o disegni in rilievo); il legno, inciso, veniva coperto di inchiostro mediante un rullo e vi si pressava il foglio di carta.

Ma è solamente con l’inizio del ‘400 che si fece un passo in avanti: la realizzazione dei punzoni di ferro per i caratteri. Accostati l’uno dopo l’altro, vi si imprimeva una forma di argilla; quindi si colava sulla forma una lega di piombo e stagno, ottenendo un blocco di metallo con le parole in rilievo. Questa procedura risultava però, oltre che lenta, anche poco precisa a causa dell’irregolarità della distanza e dell’allineamento e della incostante nitidezza delle lettere.

Nel 1450 J. Gutenberg (o i cinesi?!) inventava la stampa a caratteri mobili: questa fu una grande rivoluzione. Gutenberg usa i punzoni con i caratteri per incidere una lastra di ottone; poi vi cola il piombo fuso, e ripete l’operazione tantissime volte finché ottiene tante a, b, c, … tutte perfette. A quel punto bastava accostarle per formare le parole (se si faceva qualche errore, bastava sostituire la lettera sbagliata).

Il procedimento diventa velocissimo e rende possibile una maggiore diffusione dei libri e della stampa. Conseguenza: nasce e si sviluppa l’editoria.

Solamente ventisette anni dopo, l’editore W. Caxton fa affiggere nelle chiese un avviso che reclamizza un calendario delle festività da lui pubblicato.

Cento anni dopo, si giunge alla creazione dei giornali: dei periodici contenenti notizie provenienti da varie regioni di un Paese, di piccolo formato e poche pagine.

1. Il mestiere più antico del mondo.

settembre 11, 2008

Premessa
I contenuti riportati in questo primo capitolo, li ho presi da: Vecchia M., “Da Satana a internet. Cenni di storia della pubblicità“, in Vecchia M., HAPù. Manuale di tecnica della comunicazione pubblicitaria, Lupetti, 2003.

Il mestiere più antico del mondo.

La storia raccontata nei primi capitoli del Genesi, non è solo l’inizio dell’umanità e delle pene esistenziali.

È anche l’inizio della pubblicità.

Il primo mestiere lo ha inventato un serpente, o meglio Satana mascherato sotto le apparenze di un serpente.

La storia la conosciamo tutti, ma proviamo ad analizzarla sotto un altro punto di vista..

La scena (o location) è ambientata nel paradiso terrestre.
Abbiamo un comunicatore –il diavolo, appunto- che si è proposto l’obiettivo finale di vendicarsi di Dio.
Per raggiungere il suo obiettivo, ha ideato un piano strategico: farà in modo che le creature disobbediscano al loro creatore.
Obiettivo di comunicazione: persuadere la coppia umana ad assaggiare un frutto che Dio ha proibito di mangiare.
Ha selezionato il suo target group: in questo caso una sola persona, la più suggestionabile, la più aperta al cambiamento, Eva.
Ha elaborato una copy strategy, una promessa estremamente allettante: “Se mangerai il frutto dell’albero vietato, diventerai come Dio!”.
Ha costruito una nuova immagine per la mela: la promessa è tale che Eva, all’improvviso, percepisce il frutto sotto una nuova luce; ce ne sono tantissimi lì intorno, succosi e maturi, ma questo è il più bello da guardare, il più importante da possedere, il più buono da mangiare.
Persuasa dalla campagna diabolica, Eva mangia e agisce poi da influenzatore (opion leader) nei confronti di Adamo, convincendolo ad assaggiare il pomo.
Il seguito della storia è noto.

Michelangelo, Peccato originale, 1509-1510
Volta della Cappella Sistina
Vaticano, Roma

0. Introduzione.

settembre 10, 2008

L’intento originario del blog era trattare di pubblicità… Torno sui miei passi per raccontarvi, innanzittutto, come è nata l’advertising, sbirciando tra appunti delle superiori e dell’uni, tra libri scolastici e non.

Invito i lettori a comunicarmi approfondimenti e/o correzioni. 😉

Internet.. un mondo PERICOLOSO!

agosto 27, 2008

Solo in Italia però…

W LA CREATIVITà!!

agosto 27, 2008

2.3 Ringraziamenti

agosto 27, 2008

I contenuti di questo capitolo sono stati scritti da Federica Dallago.

Grazie mille per la disponibilità.