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	<title>Binat's &#187; Baudelaire</title>
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	<description>In cammino verso il futuro.. partendo dal passato!</description>
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		<title>Binat's &#187; Baudelaire</title>
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		<title>1. La FOTOGRAFIA_Part.6</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 16:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Belli</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. ARTE & TECNOLOGIE]]></category>
		<category><![CDATA[1.1 La Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il Dopoguerra vide un&#8217;enorme espansione del rotocalco, settimanale illustrato il cui esempio maggiore fu la rivista americana Life, nata nel 1936. Vi comparivano servizi fotografici talvolta frivoli, che raccontavano la vita dei regnanti o presentavano la nuova moda femminile, con le sue gonne larghissime in risposta alle limitazioni sul tessuto negli anni della guerra; talvolta, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=binat.wordpress.com&blog=3151229&post=73&subd=binat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://binat.files.wordpress.com/2008/06/060608-1601-1.jpg?w=220&#038;h=292" alt="" width="220" height="292" align="left" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#993366;"><strong>Il Dopoguerra</strong></span> vide un&#8217;enorme espansione del rotocalco, settimanale illustrato il cui esempio maggiore fu la rivista americana <em><span style="color:#993366;"><strong>Life</strong></span></em>, nata nel 1936. Vi comparivano servizi fotografici talvolta frivoli, che raccontavano la vita dei regnanti o presentavano la nuova moda femminile, con le sue gonne larghissime in risposta alle limitazioni sul tessuto negli anni della guerra; talvolta, invece, i reportages erano molto impegnati, come quelli del grande fotografo <em><span style="color:#993366;"><strong>Robert Capa</strong></span></em> (1913-1959), morto mentre lavorava in Vietnam.</p>
<p style="text-align:justify;">In tempi in cui la televisione non era ancora diffusa, il <span style="color:#993366;"><strong>fotogiornalismo</strong> </span>contribuì a creare icone popolari, riprodotte milioni di volte e destinate a una propagazione della medesima immagine così capillare da non avere precedenti.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:9pt;">Alfred Eis</span><img class="alignleft" src="http://binat.files.wordpress.com/2008/06/060608-1601-2.jpg" alt="" align="right" /><span style="font-size:9pt;">enstaedt, Il giorno della </span><span style="font-size:9pt;">vittoria, 1945. Gelatina d&#8217;argento, 24&#215;15 cm. Colonia, Museo Ludwig.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">L&#8217;invenzione della fotografia, comunque, assume una portata che va al di là di quella che era la realtà storica e culturale dell&#8217;Ottocento, proiettandosi direttamente nel nostro tempo, nel quale l&#8217;immagine (fotografica, cinematografica o televisiva che sia) è arrivata ad influenzare addirittura il modo di vivere e di pensare di milioni di persone.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi la pittura si ispira alla fotografia ed esplora la vita contemporanea: la politica e la storia, il lavoro e il tempo libero, lo spazio sociale e la famiglia, lo spazio dell&#8217;individuo moderno.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;"><em>&#8220;L&#8217;am</em><img class="alignleft" src="http://binat.files.wordpress.com/2008/06/060608-1601-3.jpg" alt="" width="219" height="294" align="left" /><em>ante della vita universale entra nella folla come in un immenso </em><em>serbatoio di elettricità&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">scrisse <strong>Charles Baudelaire</strong> nel saggio intitolato <em>Le peitre de la vie moderne</em> (Il pittore della vita moderna) apparso su &#8220;<em>Le Figaro</em>&#8221; nel 1863. Il poeta francese esortava il pittore moderno ad adottare come soggetto la vita effimera e in continuo mutamento delle nuove città. Nel Diciannovesimo secolo, all&#8217;inizio di quella che un secolo più tardi sarebbe divenuta nota come &#8220;società dello spettacolo&#8221;, quando il mondo cominciava appena a riempirsi di immagini grazie alla fotografia, gli artisti esaltavano nei loro dipinti &#8220;l&#8217;istantaneità della vita&#8221;, rappresentata e catturata dagli scatti fotografici.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">All&#8217;inizio degli anni Sessanta, un secolo dopo la comparsa del saggio di Baudelaire, un&#8217;intera generazione di artisti si rivolgeva di nuovo alle immagini dei media e alla fotografia in generale per re-inventare una forma di pittura della vita contemporanea. Questi artisti offrivano, attraverso la loro arte, la consapevolezza e la coscienza di vivere in una società inondata da un enorme numero di fotografie, riprodotte continuamente dalla pubblicità e dai mass media.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;"><em>&#8220;Cinema, televisione, riviste e giornali immergevano l&#8217;artista in un ambiente totale, e quella nuova atmosfera visiva era fotografica. Per qualche motivo non sembrava necessario rimanere aggrappati alla vecchia tradizione di contatto diretto con il mondo. Le riviste, o qualunque altro tramite visivo, potevano fornire uno stimolo altrettanto valido per la realizzazione di dipinti&#8221;,<br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">dichiarò l&#8217;artista britannico <strong>Richard Hamilton</strong> nel 1969, ricordando il decennio appena trascorso.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://binat.files.wordpress.com/2008/06/060608-1601-4.jpg" alt="" align="left" />Per reazione alla moda dell&#8217;astrattismo che dominava da decenni, tra la fine degli anni Cinquanta e l&#8217;inizio degli anni Sessanta pittori come Hamilton, <strong>Andy Warhol</strong>, <strong>Gerhard Richter</strong> e <strong>Michelangelo Pistoletto</strong> mostrarono la fonte fotografica delle loro opere, ed espressero la consapevolezza della loro possibile perdita di autorità sulla cultura visiva in una società in rapido mutamento.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;"><em>&#8220;Usando fonti fotografiche gli artisti riconoscevano implicitamente che non aveva più senso separare la creazione di quadri dall&#8217;incredibile abbondanza di immagini riprodotte meccanicamente, e con le loro opere indagavano, in misura diversa, come quell&#8217;onnipresente mezzo espressivo stesse alterando il nostro modo di vedere&#8221; </em></p>
<p style="text-align:right;">scrive Ralph Rugoff.</p>
<p style="text-align:justify;">Modificando e introducendo cambiamenti nelle dimensioni, nella messa a fuoco e nella grana, gli artisti aspiravano a prendere distanza dalle immagini troppo familiari, fornendo così l&#8217;occasione di rivalutarne il significato. La fotografia, vista non più semplicemente come un promemoria, un aide-memoire, diventava sia il soggetto che l&#8217;oggetto di quadri che rappresentavano la tradizione da un mezzo espressivo all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Alla fine degli anni Settanta, <strong>Martin Kippenberger</strong> analizzò una nuova relazione tra fotografia, vita quotidiana e arti: osservando che si vive in un mondo inondato di immagini, durante il suo soggiorno a Firenze nel 1976, dipinse una tela al giorno, basandosi in modo del tutto casuale su cartoline, immagini prese dai giornali e istantanee creando così un archivio di &#8220;cattiva&#8221; pittura.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi sempre più artisti scelgono di basare i loro dipinti su fotografie, immagini tratte dai mass media e da internet, istantanee scattate da una macchina fotografica o addirittura da un telefono cellulare. Tutta via, la visione &#8220;meccanica&#8221; dell&#8217;apparecchio fotografico presente nelle opere degli anni Sessanta non è al centro dell&#8217;interesse di questi artisti, che preferiscono espandere l&#8217;aspetto &#8220;pittorico&#8221; e studiare gli effetti che il dipingere partendo da fotografie produce sulla soggettività. Scegliere la pittura nel contesto di una società traboccante di immagini digitali significa comprendere l&#8217;incapacità della fotografia, ed il conseguente fallimento, di rappresentare la complessità della vita contemporanea. Questi artisti, attraverso un procedimento di prelevamento dell&#8217;immagine dalla fonte originaria (giornali, televisione, cinema) -di copiatura, di ritocco e di reinterpretazione personale- interrompono e rallentano il flusso di produzione delle immagini del nostro tempo, ampliando la durata dello sguardo sulla rappresentazione della vita moderna.</p>
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		<title>DIPINGERE LA VITA MODERNA</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 17:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Belli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Castello di Rivoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Dipingere La Vita Moderna]]></category>
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		<description><![CDATA[Ora che vi ho &#8220;presentato ufficialmente&#8221; il Castello e il suo relativo museo, vorrei parlarvi della mostra temporanea che sono andata a visitare:

&#8220;DIPINGERE LA VITA MODERNA&#8221; 

Castello di Rivoli, 6 febbraio &#8211; 4 maggio 2008   

Vi dico subito che siamo stati molto fortunati. Non sapendolo, siamo arrivati all&#8217;orario in cui partiva la visita guidata. Visitare un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=binat.wordpress.com&blog=3151229&post=33&subd=binat&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-size:9pt;color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;">Ora che vi ho &#8220;presentato ufficialmente&#8221; il Castello e il suo relativo museo, vorrei parlarvi della mostra temporanea che sono andata a visitare:<br />
</span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:16pt;color:#c00000;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><strong>&#8220;DIPINGERE LA VITA MODERNA&#8221; <br />
</strong></span></p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><span style="font-size:10pt;">Castello di Rivoli, 6 febbraio &#8211; 4 maggio 2008 </span>  <br />
</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;">Vi dico subito che siamo stati molto fortunati. Non sapendolo, siamo arrivati all&#8217;orario in cui partiva la visita guidata. Visitare un museo con una guida, gratuita poi, è tutta un&#8217;altra cosa!<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;">La mostra parla del rapporto che esiste oggi tra pittura e fotografia, riunendo i dipinti di ventidue artisti a partire dall&#8217;inizio degli anni Sessanta in poi. La nascita della fotografia a metà del diciannovesimo secolo svolse un cambiamento totale. L&#8217;arte doveva cambiare, vi fu un passaggio dalla pittura storica e accedemica alla rappresentazione della realtà e della vita quotidiana. Tutti i dipinti della mostra si ispirano alla fotografia ed esplorano la vita contemporanea: la politica e la storia, il lavoro e il tempo libero, lo spazio sociale, la famiglia e gli amici, lo spazio dell&#8217;individuo moderno.  <br />
</span></p>
<p> </p>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:12pt;color:#ffc000;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><strong>&#8220;L&#8217;amante della vita universale entra nella folla come in un immenso serbatoio di elettricità&#8221;<br />
</strong></span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:10pt;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><strong>Charles Baudelaire</strong><br />
</span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><span style="font-size:9pt;"> Il pittore della vita contemporanea, &#8220;Le Figaro&#8221; 1863.</span><span style="font-size:10pt;"><br />
</span></span></p>
</blockquote>
<p><span style="font-size:10pt;color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;">Baudelaire incitava il pittore moderno ad adottare come modello la vita e le città che erano in continuo cambiamento.<br />
</span></p>
<p><a href="http://binat.files.wordpress.com/2008/04/hamilton-swingeing-london-67-f-1968-9.jpg"><img src="http://binat.files.wordpress.com/2008/04/hamilton-swingeing-london-67-f-1968-9.jpg" alt="" align="left" /></a><span style="font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><br />
</span></p>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:12pt;color:#7030a0;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><strong>&#8220;Cinema, televisione, riviste e giornali immergevano l&#8217;artista in un ambiente totale, e quella nuova atmosfera visiva era fotografica. Per qualche motivo non sembrava necessario rimanere aggrappati alla vecchia tradizione di contatto diretto con il mondo. Le riviste, o qualunque altro tramite visivo, potevano fornire uno stimolo altrettanto valido per la realizzazione di dipinti.&#8221;<br />
</strong></span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:10pt;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;"><strong>Richard Hamilton</strong><br />
</span></p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:9pt;color:#808080;font-family:HelveticaNeue LT 33px ThinEx;">1969 <br />
</span></p>
</blockquote>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/binat.wordpress.com/33/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/binat.wordpress.com/33/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/binat.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/binat.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/binat.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/binat.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/binat.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/binat.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/binat.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/binat.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/binat.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/binat.wordpress.com/33/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=binat.wordpress.com&blog=3151229&post=33&subd=binat&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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